BONIFICA RADON

Con il termine bonifica radon, o meglio mitigazione dal radon, si intendono tutte quelle strategie messe in atto per il risanamento e la prevenzione degli edifici. Si tratta di un insieme di azioni che non possono diventare operative se non si è prima effettuata una mappatura del territorio e un monitoraggio affidabile della concentrazione di radon.

Prima di parlare di strategie di difesa e di mitigazione del gas, è necessario fare una distinzione tra:

  1. Edifici già esistenti: che avranno quindi bisogno di interventi di risanamento da adeguare alla struttura in essere.
  2. Edifici di nuova costruzione: dove si possono apportare interventi strutturali di prevenzione che siano facilmente integrabili nel progetto e soprattutto studiati per essere il più possibile efficaci.

Anche se in entrambi i casi il fine ultimo è quello di limitare le emissioni di radon dal suolo, è bene sottolineare che le azioni preventive sono più semplici da realizzare e garantiscono una maggiore probabilità di successo.

Bonifica radon : mitigazione in edifici esistenti

 Apportare interventi di mitigazione del radon, spesso chiamata bonifica radon, in edifici esistenti vuol dire impedire l’ingresso del gas dal terreno con contromisure valutate sulla base di diversi criteri quali: difficoltà di realizzazione, costo preventivo e beneficio stimato.

Non sono rari i casi in cui si sceglie di provare inizialmente un metodo di mitigazione del gas poco invasivo ed economico per poi passare, solo in un secondo momento, quando ormai l’insuccesso del primo tentativo è evidente, ad azioni più complesse e costose.

Gli unici limiti di cui tener conto in caso di risanamento di edifici esistenti sono:

  • I vincoli architettonici che non consentono l’adozione di determinate tecniche;
  • La disponibilità di budget, poiché alcuni metodi possono rivelarsi più dispendiosi di altri da realizzare.

Le strategie di mitigazione del radon più diffuse nelle costruzioni esistenti sono:

  • Ventilare gli ambienti interessati dal problema radon.
  • Sigillare e isolare le vie di ingresso del radon.
  • Favorire il ricambio d’aria nelle cantine e nei vespai (camere d’aria costruite per isolare l’edificio dall’umidità), se necessario anche con sistemi di ventilazione elettrici.
  • Realizzare un sistema di aspirazione con canaline di raccolta applicate sulla parete al livello del pavimento.
  • Aspirare l’aria dalla pavimentazione, che andrà rifatta, attraverso la realizzazione di un’intercapedine ventilata.
  • Aspirare l’aria direttamente dal sottosuolo mediante: uno o più pozzetti scavati sotto l’edificio, un sistema di tubazione e un ventilatore.
    Con questo metodo si riesce ad estrarre il gas prima che entri nell’abitazione, ma in corrispondenza del/i pozzetto/i sarà necessario ripristinare la pavimentazione.
    È bene sottolineare, inoltre, che il pozzetto per il radon non è consigliato in caso di terreni molto permeabili, o con presenza di acqua nel sottosuolo, e negli edifici storici.

Bonifica radon - ventilazione

In caso si consideri di attuare le prime due soluzioni, è necessario sottolineare che per concentrazioni del gas molto elevate, oltre 1000 Bq/m3, i risultati ottenuti non saranno soddisfacenti.

Si ricorda inoltre che la legge  prevede l’obbligo di misurazione ed eventualmente mitigazione della radioattività del gas radon negli ambienti di lavoro.

Bonifica radon: mitigazione in edifici nuovi

Effettuare una mitigazione, o bonifica radon , nelle nuove costruzioni significa prevenire le esalazioni del gas fin dalle prime fasi di progettazione dell’edificio.

In particolare:

  • Vespai, garage e cantine dovranno essere ventilati e, in caso di porte, esse dovranno avere una chiusura ermetica;
  • Le camere da letto saranno disposte ai piani superiori;
  • I materiali da costruzione scelti dovranno essere impermeabili al radon;
  • In tutti gli ambienti le aperture saranno progettate e predisposte per garantire un flusso d’aria esterna.

Qualche parola in più va poi usata per le fondamenta. Nel dettaglio, sarebbe meglio costruire su fondazioni a piattaforma (o a platea), che corrispondono all’intera superficie dell’edificio e separano completamente la costruzione dal suolo.

Se, invece, si tratta di fondazioni a strisce, il cui disegno ricalca generalmente i muri perimetrali e quelli portanti della struttura, sarà necessario predisporre anche la ventilazione delle stesse.

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