RISCHIO RADON

Le patologie relative alle vie respiratorie costituiscono gli effetti più dannosi derivati dall’esposizione al rischio radon.
Si tratta di un gas nobile inodore, incolore, insapore e generato dall’uranio presente sulla crosta terrestre. La sua concentrazione non è uguale ovunque, ma è rilevabile in quantità diverse a seconda del luogo.
A queste sue caratteristiche purtroppo se ne deve aggiungere una ulteriore: il radon è radioattivo e pertanto è soggetto a decadimento.

Cosa vuol dire?
Il decadimento radioattivo è il processo che indica la trasformazione di un elemento chimico in un altro ed è a seguito di questo processo che avviene l’emissione di radiazioni.
Nel caso del gas preso in esame, esso può decadere in elementi chiamati “prodotti di decadimento del radon” o “figli del radon”.

Rischio radon - il radon

Rischio radon: quando il gas è pericoloso?

In quanto sostanza emanata dal terreno il radon viene inalato con la respirazione, ma questo non sempre si rivela pericoloso.
Il rischio radon, infatti, si manifesta quando il gas penetra nei luoghi chiusi (case o ambienti di lavoro) e si concentra in quantità elevate tra le mura. Viceversa, all’aperto non si presentano problemi per la salute, perché grazie alla dispersione nell’atmosfera la concentrazione di radon è molto bassa.

Poiché si tratta di un gas nobile e senza carica elettrica, il radon non si deposita sulle pareti dell’apparato bronco-polmonare e la maggior parte di quello che viene inalato, è subito esalato senza che abbia avuto il tempo di decadere ed emettere radiazioni.

Ciò che deve suscitare preoccupazione sono piuttosto i suoi prodotti di decadimento che si depositano facilmente all’interno dell’apparato respiratorio e in meno di un’ora decadono a loro volta.
Da questo ulteriore processo di trasformazione sono generate radiazione ionizzanti (soprattutto alfa) che possono danneggiare il DNA delle cellule.

Solitamente il corpo umano, attraverso specifici meccanismi cellulari, riesce a riparare i danni provocati al DNA naturalmente; ma questo, purtroppo, non sempre accade e con il passare del tempo l’esposizione al gas radon può portare allo sviluppo di un tumore polmonare.

In definitiva, più si respirano alte concentrazioni di radon in luoghi chiusi e più è elevata la possibilità di contrarre la malattia; le probabilità poi aumentano ancora di più se le cellule sono sottoposte anche all’attacco di altre sostanze cancerogene, come ad esempio il fumo.

Gli studi sul rischio radon

Secondo una stima dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno, il numero di tumori polmonari dovuti esclusivamente al radon in Italia è compreso tra 1.000 e 5.500, mentre sono circa 31.000 per anno i casi tumorali totali che colpiscono gli stessi organi interni.

Una volta analizzato il rischio radon sono stati effettuati studi epidemiologici sulla popolazione esposta al gas.
Grazie a queste ricerche si è potuto evidenziare che il rischio di tumore ai polmoni aumenta se:

  • Si inalano frequentemente alte concentrazioni di radon;
  • L’esposizione al radon ha una durata prolungata;
  • Le persone esposte hanno più di 45 anni (in particolare si è registrato che i rischi per la salute sono proporzionali all’età, il che è dovuto probabilmente alla maggior quantità di tempo che si passa dentro casa con il progredire degli anni);
  • Le persone esposte sono fumatori (l’azione congiunta di radon e fumo di sigaretta aumenta notevolmente il rischio di ammalarsi).
rischio radon -tumore ai polmoni

Ridurre il rischio radon

Prima di affrontare le  tecniche per ridurre il rischio radon, si dovrà verificare che i locali oggetto di interesse siano effettivamente soggetti a preoccupanti concentrazioni di gas.

Tale esigenza può essere facilmente risolta con Radon Check, l’unico sistema di analisi del Radon affidabile e veloce con grafici temporali della concentrazione.

Una volta accertato il pericolo, si potrà procedere alla riduzione (il rischio radon non può essere eliminato ma solo ridotto) attraverso:

  1.  Strategie di risanamento ad hoc per edifici già esistenti;
  2. Accortezze ingegneristiche per edifici in costruzione;
  3. Modifiche comportamentali per quel che riguarda le abitudini di areazione del luogo chiuso interessato.

Ridurre la concentrazione di radon presente in casa o sul luogo di lavoro è indispensabile.
Per raggiungere lo scopo è necessario tener presente che la principale fonte di radon è il suolo e che, di conseguenza, i locali a livello strada o seminterrati sono quelli più esposti al gas.
Altre fonti di radon possono essere individuate nei materiali da costruzione e in quelli utilizzati per il rivestimento interno.

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